Un luogo di cui avevo più volte sentito parlare e che avevo in qualche modo incrociato nel mio percorso professionale, ma che non avevo mai avuto occasione di visitare. Fino a poco tempo fa.
Parlo del Museo Nicolis di Villafranca di Verona. Lavorando nel mondo della comunicazione avevo avuto modo di conoscerne la storia, i progetti e il prestigio, ma l’occasione giusta per scoprirlo di persona è arrivata solo di recente.
L’opportunità per me è arrivata con l’iniziativa dedicata alle famiglie “Un pomeriggio da giovane esploratore”, che per tutta l’estate e il mese di settembre ha dato modo a bambini e adulti di vivere il museo attraverso percorsi guidati, attività e momenti di condivisione cuciti su misura per i più piccini. Ho deciso di partecipare insieme ai miei bambini, un po’ per curiosità e in particolare per far vivere loro un pomeriggio di avventura.

Un’accoglienza che fa la differenza
Fin dal nostro arrivo siamo stati accolti con grande disponibilità e attenzione. Un aspetto che spesso sembra scontato, ma che invece contribuisce in modo importante alla qualità di una visita e al ricordo che ne rimane. Soprattutto quando si hanno dei figli piccoli e ci si trova ad avere il timore di essere un disturbo.
A rendere ancora più speciale il pomeriggio è stata la guida che ci ha accompagnati lungo il percorso: preparata, appassionata e capace di coinvolgere tutto il gruppetto. Non si è limitata a fornire informazioni, ma ha trasformato ogni tappa in un racconto fatto di curiosità, aneddoti e scoperte, interagendo con ogni bambino e dando ad ognuno di loro la possibilità di fare domande ed esprimere liberamente i propri pensieri.

Molto più di un museo dell’automobile
Il Museo Nicolis non è semplicemente una collezione di auto storiche: è un autentico viaggio attraverso il Novecento, la tecnologia, il design e l’ingegno umano. Fondato dalla passione dell’imprenditore veronese Luciano Nicolis, il museo ospita oggi dieci collezioni tematiche all’interno di un moderno spazio espositivo di 6.000 metri quadrati.
Le auto d’epoca sono certamente protagoniste, con oltre 200 modelli che raccontano l’evoluzione della mobilità e dello stile. Ma accanto a loro trovano spazio motociclette, biciclette, macchine fotografiche, cineprese, strumenti musicali, jukebox, macchine da scrivere, aeromobili, cimeli militari, motori e numerosi altri oggetti che testimoniano il progresso tecnologico degli ultimi due secoli.
Ogni sala è un viaggio tra epoche diverse, mostrando come la creatività e l’innovazione abbiano contribuito a trasformare il nostro modo di vivere.

Quando la storia prende vita
All’interno della sezione dedicata agli strumenti musicali, la nostra guida è riuscita ancora una volta a catturare l’attenzione e gli sguardi di meraviglia dei bambini mettendo in funzione alcuni carillon esposti. Per qualche minuto la storia non era così più soltanto racchiusa dietro una teca, ma qualcosa di concreto e vivo.

Un patrimonio che racconta la cultura d’impresa italiana
Il legame tra la storia del museo e quella dell’azienda di famiglia si percepisce fin dall’ingresso e lo si può ascoltare nel video trasmesso al piano terra.
Il Museo nasce dalla grande passione di Luciano Nicolis, imprenditore e collezionista veronese fondatore di Lamacart, azienda leader nel recupero della carta, esempio virtuoso di economia circolare. Una vita dedicata al recupero della memoria tecnica e industriale, che ha trovato espressione anche nel progetto museale, esempio di cultura d’impresa applicata alla valorizzazione del patrimonio storico e tecnologico.
Gli stessi valori di raccolta e riutilizzo hanno ispirato anche il suo collezionismo: una ricerca instancabile di oggetti dimenticati, restaurati e riportati al loro splendore.
Tra i pezzi più rappresentativi? La Motrice Pia, il primo motore a scoppio di benzina brevettato dal veronese Enrico Bernardi nel 1882, la Isotta Fraschini del 1929 (celebrata da film come “Viale del Tramonto” e da personaggi illustri come lo Zar Alessandro, Rodolfo Valentino, Isadora Duncan), la Lancia Astura Mille Miglia, unica al mondo, costruita per Luigi Villoresi.

Un museo riconosciuto a livello internazionale
Nel corso degli anni il Museo Nicolis ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il titolo di “Museum of the Year” agli Historic Motoring Awards di Londra e numerosi premi nel settore del motorismo storico. Un risultato che testimonia il valore delle collezioni e il lavoro svolto per la loro conservazione e valorizzazione.
Oggi è considerato un punto di riferimento internazionale non solo per gli appassionati di motori, ma anche per chi ama la storia, il design, la cultura materiale e le grandi innovazioni che hanno segnato il Novecento.
Alla sua affermazione ha contribuito in modo decisivo la gestione imprenditoriale di Silvia Nicolis, Presidente del Museo, che ha dato impulso allo sviluppo e alla promozione culturale e turistica del territorio.
Un’esperienza da ripetere
L’iniziativa “Un pomeriggio da giovane esploratore” si è conclusa con il mese di settembre, ma la visita al Museo Nicolis resta un’esperienza da ripetere, o da provare, per chi non lo conoscesse.
Noi siamo tornati a casa con tanti racconti da condividere, qualche curiosità in più e la voglia di tornarci.
Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, mi occupo di Uffici Comunicazione, Uffici Stampa, contenuti editoriali, realizzazione di testi e consulenze. Costruiamo insieme il modo migliore per raccontare quello che fai.
Clicca QUI per scoprire i Servizi di Comunicazione