Dietro una lezione di fitness c’è molto più di un programma di allenamento. Ci sono studio, aggiornamento continuo, capacità di ascolto e la volontà di accompagnare le persone verso una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

A raccontarlo è Jessica Tufano, professionista mantovana del mondo fitness e della danza aerea, istruttrice che ha trasformato la propria passione per lo sport in un lavoro fatto di competenze, energia e attenzione.

Per conoscere meglio il suo percorso e capire cosa significa oggi lavorare in questo settore, le ho chiesto di parlarmi della sua storia, una strada che può essere di ispirazione e motivazione per chi ad oggi la vede ancora come un sogno da realizzare.

Se è vero che viviamo in una società che ci chiede di essere sempre connessi, produttivi e presenti, è proprio in questa corsa quotidiana che finiamo per dimenticarci della persona più importante: noi stessi.

Lo sport e il movimento possono diventare un’occasione preziosa per fermarsi, ascoltarsi e ritrovare equilibrio.

Jessica Tufano

Quando è nata la tua passione per lo sport e come hai deciso di trasformarla in una professione?

Sono nata come ballerina e, in realtà, sport e danza hanno sempre camminato insieme nella mia vita. Fin da bambina praticavo entrambe le cose e, crescendo, ho continuato a sperimentare discipline diverse: nuoto, pattinaggio, balli caraibici, hip hop. Sono sempre stata una persona molto curiosa e credo che questa caratteristica mi abbia accompagnata in tutto il mio percorso professionale.

Ho iniziato a insegnare danza quando mi si è presentata un’opportunità in una scuola del territorio. Da quel momento ho capito che la passione da sola non bastava e che era necessario formarsi seriamente. Ho quindi conseguito il diploma come insegnante di danza moderna e contemporanea all’A.I.D.A. di Roma e ho iniziato a lavorare con maggiore consapevolezza e professionalità.

Parallelamente lavoravo come receptionist in una palestra e lì si è aperto un mondo completamente nuovo. Ogni sala, ogni corso, ogni disciplina accendeva la mia curiosità. Ho iniziato ad avvicinarmi al Pilates, alla Zumba, all’allenamento funzionale e a tutto ciò che riguardava il movimento e il benessere. Nel 2017 sono entrata ufficialmente nel mondo del fitness come insegnante e da allora non ho più smesso di studiare e crescere.

Molti pensano che lavorare nel fitness significhi soltanto allenarsi. Quanto studio, formazione e aggiornamento ci sono invece dietro questa professione?

In realtà il tempo che dedico a studiare è molto superiore a quello che le persone immaginano. Per preparare le lezioni lavoro praticamente ogni giorno, perché mi piace proporre stimoli sempre diversi e offrire un servizio di qualità.

La formazione è continua. Ogni anno seguo diversi corsi di aggiornamento legati alle discipline che insegno, dal Pilates alla Zumba, passando per stretching e altre attività. Mi piace approfondire in particolare tutto ciò che riguarda il benessere femminile e negli anni ho seguito anche percorsi specifici dedicati all’allenamento delle donne.

Credo che in questo lavoro non si smetta mai di imparare. Più cresci professionalmente e più scopri nuove strade che desideri approfondire.

Nel tuo lavoro entri in contatto con persone molto diverse tra loro. Qual è l’aspetto umano che ti dà più soddisfazione?

La soddisfazione più grande è capire che la passione che metto nel mio lavoro arriva davvero alle persone.

Certo, vedere i corsi pieni o sapere che ci sono persone che aspettano che si liberi un posto fa piacere, ma quello che mi emoziona davvero è quando il rapporto va oltre l’ora di lezione.

Recentemente, ad esempio, le persone che frequentano i miei corsi hanno organizzato il mio addio al nubilato. È stato qualcosa che non dimenticherò mai. Mi sono resa conto che non volevano semplicemente festeggiare un’insegnante, ma una persona che negli anni aveva condiviso con loro un percorso.

Quando capisci di essere entrata nella vita delle persone e che loro hanno scelto di entrare nella tua, allora sai che hai costruito qualcosa che va oltre l’allenamento. Ed è questa la soddisfazione più grande.

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso il benessere psicofisico. Quanto può incidere l’attività sportiva sulla qualità della vita delle persone?

Incide tantissimo. L’attività fisica può cambiare completamente la qualità della vita.

Me ne accorgo soprattutto nelle persone che iniziano per la prima volta. Arrivano magari titubanti, senza sapere cosa aspettarsi, ma dopo qualche tempo iniziano a raccontarti che dormono meglio, hanno meno dolori, si sentono più energiche e affrontano le giornate con uno spirito diverso.

Sono proprio i loro racconti a confermarmi ogni giorno quanto il movimento possa fare bene non solo al corpo, ma anche alla mente.

Quali sono gli errori più frequenti che vedi commettere a chi si avvicina al fitness per la prima volta?

L’errore più comune è mollare troppo presto.

Quando si passa da una vita sedentaria all’attività fisica è normale uscire dalla propria zona di comfort e dover modificare alcune abitudini. Però serve costanza. I risultati non arrivano dall’oggi al domani e bisogna concedersi il tempo necessario.

Un altro aspetto importante è la curiosità. Non esiste un’attività giusta per tutti. Bisogna provare, sperimentare e trovare ciò che ci fa stare bene, che sia un corso di gruppo, la sala attrezzi, il Pilates o qualsiasi altra disciplina.

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi professionali e quale messaggio vorresti lasciare a chi vorrebbe intraprendere questo percorso lavorativo?

Il mio sogno più grande è aprire qualcosa di mio. È un progetto che custodisco da tempo e che prima o poi troverò il coraggio di realizzare.

Se però devo lasciare un messaggio a chi vorrebbe intraprendere questa professione, non posso parlare soltanto di formazione o tecnica. Certo, studiare è fondamentale, ma la vera base deve essere la passione.

Per me questo lavoro ha rappresentato molto più di una carriera. Mi ha aiutata in momenti estremamente difficili della mia vita. Ho perso mio fratello quando ero molto giovane e mi ero completamente smarrita. Quando decisi di tornare in una sala danza, ricordo ancora la sensazione che provai guardando il soffitto durante gli esercizi di stretching: mi sentii finalmente nel posto giusto.

Anni dopo ho affrontato anche la perdita di mia madre. In quel periodo insegnavo già e mi resi conto che, ogni volta che entravo in sala, riuscivo a lasciare fuori il dolore e a dedicarmi completamente alle persone che avevo davanti.

È stato proprio il lavoro a darmi una direzione e un equilibrio.

Per questo dico sempre che, se al mattino vi alzate felici di andare a lavorare, se avete voglia di imparare continuamente e sentite il desiderio autentico di aiutare gli altri, allora probabilmente avete trovato la vostra strada. Io continuo a sentirmi affamata di conoscenza, curiosa e desiderosa di crescere. Credo che sia questo il segreto per non smettere mai di amare ciò che si fa.

 

Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, mi occupo di Uffici Comunicazione, Uffici Stampa, contenuti editoriali, realizzazione di testi e consulenze. Costruiamo insieme il modo migliore per raccontare quello che fai.

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