Ci sono esperienze che intrattengono sul momento e altre che lasciano qualcosa da portarsi dietro. Mi sono trovata a visitare Feeling, la nuova mostra immersiva ospitata a Bologna negli spazi di Grand Tour Italia, insieme ai miei bambini un po’ per caso.
Ci eravamo recati in quella zona con tutt’altro programma, ed un imprevisto ci ha portati proprio davanti all’ingresso di Feeling. E’ stato a quel punto d’obbligo entrare e andare a curiosare.
In un’epoca in cui si parla continuamente di tecnologia, performance e velocità, raramente ci fermiamo a riflettere su un aspetto fondamentale della crescita: imparare a riconoscere le emozioni. Eppure sono proprio loro ad accompagnarci ogni giorno.
E se un bambino le emozioni deve imparare a riconoscerle, dare loro un nome, viverle senza farsi travolgere e regolarle, un adulto spesso e volentieri non ha nemmeno il tempo di fermarsi per capire ciò che sta provando e perché.

A proposito degli adulti: in una delle stanze della mostra si viene catapultati nella proiezione di una scena cinematografica che pochissimi bambini di oggi conoscono, ma che ha segnato senza dubbio la quasi totalità degli adulti che siamo diventati.
Non anticiperò naturalmente nulla di più, per non interferire con l’esperienza e non condizionare chi deve ancora viverla.
Per lo stesso motivo non entrerò nel merito dei contenuti di ogni spazio proposto.

La mostra delle emozioni
Ideata da Marco Mazzoni e realizzata da Beautiful Gallery, Feeling è la prima grande mostra immersiva italiana interamente dedicata all’educazione emotiva. Un progetto che nasce per aiutare bambini, ragazzi e famiglie a dare un nome a ciò che provano e a comprendere meglio il mondo interiore che li accompagna.
Il percorso si sviluppa attraverso dieci stanze tematiche, ciascuna dedicata a una specifica emozione o stato d’animo: stupore, curiosità, ansia, paura, rabbia, noia, tristezza, affetto, calma e gioia.
Per circa 75 minuti si viene guidati in un’esperienza fatta di installazioni immersive, suoni, luci, giochi e ambientazioni coinvolgenti che trasformano concetti spesso difficili da spiegare, soprattutto ai più piccoli, in qualcosa di concreto e tangibile.
All’ingresso viene consegnato il “Passaporto delle emozioni” da tirare fuori all’uscita da ogni stanza, dove si trovano dei tavolini con dei timbri, ognuno abbinato ad una emozione, in modo da segnare subito come ci si è sentiti.

Guardare i bambini mentre scoprono le emozioni
La parte più interessante della visita non è stata soltanto attraversare le diverse stanze, ma osservare le reazioni dei miei figli. E buttare un occhio ed uno sguardo anche alle reazioni degli altri piccoli visitatori presenti, perché è sempre incredibile come ogni bimbo reagisca in maniera così differente ad un medesimo stimolo.
Davanti agli ambienti dedicati allo stupore e alla curiosità li ho visti esplorare con entusiasmo, lasciandosi guidare dalla voglia di scoprire cosa si nascondesse dietro ogni esperienza. In altre stanze, dedicate a emozioni più complesse e meno facilmente maneggiabili come la paura o la rabbia, ci sono invece stati impatti più forti che ci hanno fatto attraversare quelle zone molto velocemente.

E’ questo il valore autentico di Feeling: creare un’occasione di dialogo tra adulti e bambini. Le emozioni non vengono giudicate come giuste o sbagliate, ma accolte e riconosciute. Un messaggio importante per i più piccoli, sicuramente utile anche per noi genitori.
Un progetto realizzato su basi scientifiche
L’impalcatura scientifica della Mostra si basa sul metodo della Didattica delle Emozioni®, un protocollo educativo validato da oltre vent’anni di ricerche in Italia e in Europa. Il metodo è stato ideato dagli psicologi e psicoterapeuti Dottoressa Rosanna Schiralli e Dottor Ulisse Mariani, con la collaborazione delle Dottoresse Mariagrazia Mari e Martina Pontani, a loro volta psicologhe, psicoterapeute e ricercatrici. Tutti e quattro sono soci fondatori di Didemo srl.
Sviluppato per contrastare il disagio giovanile e l’incomunicabilità, il metodo ha dimostrato una efficacia biologica e pedagogica. Uno studio scientifico unico al mondo, condotto in collaborazione con l’Università San Raffaele di Milano, l’Università de L’Aquila, la Federico II di Napoli e la Sipnei, ha dimostrato, tramite prelievi salivari, che l’applicazione di questo metodo riduce drasticamente i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) nei bambini.

L’educazione emotiva favorisce un’architettura cerebrale armonica, aumenta l’empatia e l’attenzione, e supporta nel prevenire fenomeni come il bullismo e la dispersione scolastica.

Dieci stanze, dieci emozioni
Le dieci tappe del viaggio emotivo:
- STUPORE: la sorpresa nella scoperta del nuovo.
- CURIOSITÀ: la dimensione che allena l’immaginazione.
- ANSIA: l’anticipazione del futuro.
- PAURA: un ambiente protetto dove imparare ad attraversare l’ignoto.
- RABBIA: uno spazio sicuro in cui scaricare la propria energia.
- NOIA: lo spazio vitale tra ciò che finisce e ciò che comincia.
- TRISTEZZA: uno stato temporaneo da normalizzare e accogliere.
- AFFETTO/AMORE: inteso come attaccamento e relazione stabile (non romanticismo o sessualità).
- CALMA: ritrovare il proprio equilibrio attraverso il respiro e lo spazio.
- GIOIA: il gran finale, inteso come vero motore dell’apprendimento.

Informazioni Utili
- Date: si potrà visitare la mostra fino a maggio 2027, dalle 10.00 alle 19.00.
- Location: Beautiful Gallery – Mostra Feeling Via Paolo Canali 8, Bologna
- Per le prenotazione delle visite scolastiche cliccare QUI
- Per informazioni sui laboratori dedicati alle scuole cliccare QUI
- Biglietti: € 14,90 | Uscite didattiche (su prenotazione) € 12, oppure € 19,00 con laboratorio per studente
- In cassa è possibile pagare al momento del biglietto anche una attività extra presente nella prima stanza della mostra e non inclusa nella tariffa di ingresso (€ 2)
- Nell’ingresso del Grand Tour Italia c’è uno spazio per potersi sedere ed eventualmente pranzare o fare merenda al sacco, nel caso in cui non si voglia scegliere uno dei numerosi locali tra bar e ristoranti presenti nella struttura

Elena Caracciolo – Sono giornalista pubblicista, mi occupo di Uffici Comunicazione, Uffici Stampa, contenuti editoriali, realizzazione di testi e consulenze. Costruiamo insieme il modo migliore per raccontare quello che fai.
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