Il progetto “Mamma… E adesso?” di supporto, aiuto, condivisione, informazione per neo mamme e future mamme diventa sempre più grande: entra anche tu a farne parte!

Il progetto “Mamma… E adesso?” di supporto, aiuto, condivisione, informazione per neo mamme e future mamme diventa sempre più grande: entra anche tu a farne parte!

Se sei incinta o sei una mamma e almeno una volta ti è capitato di sentirti sola e in difficoltà nell’esprimere il tuo stato d’animo, sei nel posto giusto.

Ho un obiettivo preciso: fare in modo che le mamme con cui entro in contatto non si sentano mai sbagliate e rendere sempre più forte la rete di supporto, aiuto e informazione “Mamma… E adesso?”.

donna incinta al tramonto

Questo pezzo mi crea più di una difficoltà.

Per lavoro racconto da sempre ciò che fanno altri e scrivere come sia andato un progetto che ho ideato e organizzato in prima persona, mi sembra davvero auto intervistarmi e insomma non vorrei inciampare nel detto “chi si loda s’imbroda”.

Nel dubbio, comincio dal principio limitandomi ai fatti.

Come è nato lo spazio di informazione, supporto e aiuto per le mamme

Tutto è partito a fine estate 2019, quando ero incinta e ho voluto fare in modo che quella manciata di delusioni e mortificazioni provate in ambito lavorativo “a causa” della mia gravidanza avesse un senso.

Di solito provo a trasformare in positivo ciò che mi accade di negativo…

È da lì che ho deciso di creare il blog “Mamma… E adesso?”. Spazio online di informazione, confronto, supporto per donne, mamme, famiglie. Spazio aperto a tutti in cui affrontare le principali tematiche relative alla gravidanza, alla vita da neo mamma, all’essere donna in una società che di certo non ci rende le cose facili.

Avevo iniziato questo progetto proprio partendo dal tema lavoro

Con il trascorrere delle settimane, passo dopo passo, con impegno costante – nonostante mi trovassi nel frattempo alle prese con la mia bimba appena nata – sono riuscita a creare una vera e propria rete di mamme, professioniste in vari settori del mondo maternità/infanzia e a pubblicare interviste ed approfondimenti – usando molto anche il mio profilo Instagram (@elecaracciolo) – riscontrando man mano sempre più gradimento.

Gli incontri

A distanza di un anno ho voluto che il mio progetto di supporto, ascolto e informazione “Mamma… E adesso?” uscisse dalla realtà virtuale del web per iniziare a fare i primi passi anche in uno spazio fisico. Così è nata l’iniziativa “Mamma… E adesso? Non sei sola! Conosciamoci e confrontiamoci”: incontri gratuiti rivolti alle mamme, per aiutarsi, scambiare consigli ed esperienze, condividere esigenze ed imparare. Credo fortemente nell’importanza del gruppo, della condivisione, della relazione.

Un’iniziativa in collaborazione con il Comitato di Quartiere Rabin – comitato del quartiere dove si sono svolti gli incontri – e con un importante riconoscimento: il patrocinio del Comune di Mantova.

Anche la farmacia Gamba di Porto Mantovano ha creduto nel progetto, sponsorizzando gli appuntamenti con dei buonissimi – e utilissimi – prodotti in omaggio.

locandina incontri mamme mantova elena caracciolo

La locandina degli incontri

Una rete sempre più solida per aiutare le mamme e non farle sentire sole

Nell’epoca in cui tutto è sempre più tecnologico ed online e ci si relaziona tramite community social, post e storie, direct e dirette da dietro uno schermo, ho scelto di creare dei momenti per guardarci in faccia per davvero e in cui esserci a tutti gli effetti. Senza filtri.

Insieme a me, giornalista, esperta di comunicazione, mamma di Beatrice, hanno partecipato agli incontri le professioniste Cristina Brutti (esperta di letture per l’infanzia, ideatrice di “Una Corte… Tante Storie”), Elisa Sanguanini (Mindfulness Educator), Rachele Sassi (psicologa psicoterapeuta) e ha dato un supporto a distanza con del materiale informativo Jessica Mistura (Peer Supporter).

Davanti ai miei occhi c’erano le vere protagoniste: le mamme che mi hanno dato fiducia e si sono iscritte agli incontri. Dietro ognuna di loro c’era un universo di emozioni, stati d’animo, sentimenti contrastanti.

incontri di aiuto supporto gruppi mamme

L’ho raccontato in altri articoli e lo ripeto anche qui: in tanti momenti della gravidanza e nel primo periodo da mamma mi sono sentita sola. Avrei avuto bisogno di qualcuno che mi ascoltasse e magari mi consigliasse, sì, che mi guidasse verso informazioni utili, ma senza mai giudicare. Avrei avuto bisogno di sentirmi giusta così com’ero in ogni momento, non sbagliata e inadeguata.

Ecco, il mio obiettivo è fare in modo che le mamme con cui entro in contatto non si sentano mai sbagliate e questa rete che sto costruendo giorno per giorno vuole essere un salvagente a cui ognuna possa aggrapparsi in quelle che sono le fasi più delicate della vita di una donna.

Cosa è successo durante gli appuntamenti

Lo stravolgimento che si vive è impossibile da spiegare fino in fondo

Durante gli incontri abbiamo provato a raccontarcelo e sono successe delle cose bellissime.

In un contesto informale, dove poter essere libere di esprimere qualsiasi pensiero – dal più gioioso al più buio – creare legami ed amicizie.

Abbiamo riso, abbiamo pianto, ci siamo commosse, confidate, abbiamo parlato e ascoltato, siamo state in silenzio, abbiamo respirato. Abbiamo rispettato il nostro essere donne, mamme, future mamme, con le nostre imperfezioni, con le insicurezze, la felicità e la paura insieme.

Uso questo spazio anche per fare pubblicamente le congratulazioni a Gaia e Federica che hanno partorito – a poche ore di distanza – e per dare il benvenuto ai loro piccoli Ginevra e Simona.

incontri di aiuto supporto gruppi mamme

Mi sono subito rimessa al lavoro per cercare di organizzare un altro ciclo di incontri e per rendere l’iniziativa maggiormente strutturata e continuativa nel tempo. Ho presentato un nuovo progetto al Comune di Mantova e sono in attesa di risposte.

Nel frattempo continueranno altre iniziative con tanti sostenitori, partner, collaboratori, sponsor.

Se sei interessata come mamma o come professionista, o conosci qualcuna che possa esserlo, contattami per tutte le informazioni!

 

Ringrazio le ragazze che hanno partecipato agli incontri, le professioniste che mi hanno affiancata, il Comitato di Quartiere Rabin, il Comune di Mantova, la Farmacia Gamba.

 

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza. 

 

Come far convivere gatti e bambini e le cose da non dire a chi ha un figlio e un micio

Come far convivere gatti e bambini e le cose da non dire a chi ha un figlio e un micio

Quali sono i segreti per la convivenza perfetta tra gatti e bambini? Alcuni li ho imparati con l’esperienza e ho voglia di condividerli.

Spoiler: al primo posto delle domande a tema “bambina che vive con un animale” che mi sono sentita fare – e che non avrei voluto sentire – c’è senza dubbio “Hai tagliato le unghie al gatto, vero?”.

Spoiler/2: leggere per farsi due risate, ma anche imparare cose utili. 

come far convivere gatti e bambini

Oggi – 26 agosto 2020 – scopro che è la giornata internazionale del cane. Ed io, che a volte nella vita vado fuori tema e capita anche senza rendermene conto, ho scritto un articolo sul gatto e in particolare su come far convivere gatti e bimbiUna parentesi di seria leggerezza in questa strana estate di questo stranissimo anno.

Leggerezza, sì, perché le frasi che mi sono sentita dire – e che cito una per una – fanno decisamente sorridere (o un po’ piangere, se si pensa che qualcuno me le ha dette per davvero).

Serietà, sì, perché in base alla mia esperienza ho inserito qualche consiglio pratico su come far convivere al meglio felino e bebè.

come far convivere gatti e bambini

La convivenza tra bimbi gatti parte dalla gravidanza

La premessa è che i benefici che si hanno dalla convivenza con un animale, sono innumerevoli, soprattutto per i più piccoli.

Ad ottobre dello scorso anno, pochissimi giorni prima di partorire avevo pubblicato un pezzo (QUI) su Toxoplasmosi e gravidanza. Con tanti suggerimenti su come sopravvivere (soprattutto agli esseri umani) quando hai un gatto e una creaturina nella pancia.

In questo articolo voglio parlare del dopo

come far convivere gatti e bambini

Cioè del momento in cui torni a casa dall’ospedale e ti trovi a dover spiegare al tuo gatto – unico indiscusso sovrano di casa fino all’istante prima – che non sarà più lui il centro del mondo.

Chi ha un gatto, o conosce anche superficialmente la proverbiale permalosità dei felini, unita al loro totale egocentrismo, può capire che si tratta di un’impresa tutt’altro che facile. Faraonica oserei dire.

Un gatto potrebbe voltare le spalle al padrone devoto per molto, moltissimo meno. 

A me erano state inflitte varie punizioni quella volta in cui non avevo fatto in tempo ad andare nel supermercato che ha quella marca di quel suo cibo preferito e mi ero presentata con bustine e croccantini di altri brand.

Arrivo al dunque.

come far convivere gatti e bambini

Le cose da fare per rendere meno complicata la convivenza tra il gatto ed il neonato

  • Evitare di montare tutti gli oggetti ad uso del neonato (culla, passeggino, fasciatoio, cameretta ecc..) in una volta sola: per il gatto può essere traumatico subire questo cambiamento in breve tempo, meglio montare una cosa per volta e farlo abituare
  • Cercare di mantenere inalterati i suoi spazi principali: ciotole per il cibo e sabbietta per i bisogni
  • Prima del rientro dall’ospedale, far mettere in casa i primi vestitini usati dal bimbo: in questo modo il gatto può cominciare a sentire un odore nuovo e prendere confidenza
  • Al rientro a casa, lasciare il neonato nell’ovetto e lasciare che il gatto (se è un animale che solitamente non presenta segni di aggressività improvvisa) si avvicini: il gatto sarà incuriosito e spaventato 

come far convivere gatti e bambini

  • Non sgridare il gatto se vuole avvicinarsi al bimbo: è importante per facilitare la conoscenza tra il micio e il nuovo componente della famiglia
  • Accarezzare il gatto ogni volta che si può: soprattutto per le mamme non è semplice a causa della mancanza di tempo, ma è bene provare a ricordare al gatto che c’è ancora dell’interesse verso di lui
  • Lasciare che il gatto, se lo decide, dorma insieme al bimbo: ci vorrà del tempo, ma questo sarà il primo vero segnale di pace e futura amicizia, quindi ciò che bisogna fare è soltanto esserne felici

Nella mia personale esperienza posso dire che a volte è stato difficile. Mi sono anche sentita in colpa verso il mio micio, che ha 15 anni e mai poteva pensare di trascorrere la pensione con una creaturina che lo rincorre no stop.

Adesso mia figlia ha 10 mesi e mi scoppia il cuore di gioia a vederli insieme. 

come far convivere gatti e bambini

Lei più che coccolarlo lo tortura, c’è da perfezionare la tecnica di accarezzamento e spiegarle che lanciargli i giochi non è il modo giusto per coinvolgerlo nelle attività da mini umani.

Lui però ha imparato a trattarla come un membro della famiglia, mai e poi mai l’ha graffiata, le ha soffiato o l’ha morsa – nemmeno quando è successo che lei gli tirasse forte baffi, unghie e coda.

Dormire accanto a me è una delle poche cose che li mette al cento percento d’accordo. Che dire? Li amo.

come far convivere gatti e bambini

Le cose da non chiedere ad una mamma con un gatto (e le risposte che quella mamma vorrebbe dare)

Con il gatto come hai fatto? Pensavo ovviamente di sbarazzarmene, ma poi ho capito che è meglio sbarazzarsi di chi fa domande idiote come questa.

Ma fai toccare al gatto le cose della bambina? No no, si sa che se al gatto dici di stare fermo e non camminare dove non può, lui obbedisce.

Non dormono negli stessi spazi vero? Ma vaaa, scherzi? Il gatto odia superfici calde e morbide come quella della culla o del lettino. 

Le lavi le mani ogni volta che tocca il gatto? Si, è chiaro. E anzi tengo l’acqua del rubinetto sempre aperta per potergliele lavare all’istante. Qualche aumento nelle bollette ma fa lo stesso.

E se la graffia cosa fai? Non sono brava con la statistica, ma credo siano molto più alte le probabilità che possa graffiare te e non mia figlia.

come far convivere gatti e bambini

Non hai paura che il gatto porti delle malattie? Al momento ho più paura di cosa tu possa ancora chiedermi.

Ma c’è il rischio che si scambino il cibo? Succede sempre, succedeva anche prima. Pensa che quando ho ospiti a cena spesso mi sbaglio e metto in tavola i croccantini.

Come fai a tenere il pavimento sempre pulito dai peli quando la bambina gattona per casa? La inseguo armata di secchio, straccio, detersivo, candeggina.

Sei sicura sia stata una buona idea? Ascoltare la tua domanda decisamente no, non lo è stata.

Hai tagliato le unghie al gatto? A questa preferisco non replicare. A posto così. 

 

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza. 

Mamma… E adesso? Non sei sola! Conosciamoci e confrontiamoci: 4 incontri gratuiti rivolti a donne in gravidanza e mamme con figli 0-12 mesi

Mamma… E adesso? Non sei sola! Conosciamoci e confrontiamoci: 4 incontri gratuiti rivolti a donne in gravidanza e mamme con figli 0-12 mesi

Incontri tra mamme per aiutarsi, scambiare consigli ed esperienze, condividere esigenze ed imparare insieme!
Ci ho lavorato molto e finalmente posso dirlo:
Il mio progetto di supporto, ascolto e informazione “Mamma… E adesso?” esce da questa realtà virtuale del web per iniziare a fare i primi passi anche in uno spazio fisico.

Precisamente all’ombra del parco del quartiere Rabin di Mantova, dove terrò un ciclo di 4 incontri gratuiti rivolti a donne in gravidanza e mamme con figli da 0 a 12 mesi circa, che potranno portare i loro bimbi.
Parleremo delle principali tematiche relative ai neonati e alla nuova vita da mamma.

Al secondo incontro avremo l’esperta in letture per bambini Cristina Brutti – ideatrice di “Una corte…Tante storie!.

Al terzo incontro avremo la Mindfulness Educator Elisa SanguaniniElisa la Mamma Mindful è la sua pagina – specializzata per mamme, (supporto in caso di stress, ansia, depressione post parto, rapporto sereno con il proprio figlio).

Al quarto incontro avremo la Peer Supporter che risponderà a domande e curiosità sull’allattamento (al seno o con biberon).

L’iniziativa è organizzata con la collaborazione del Comitato di Quartiere Rabin (grazie Marco Sivero, come sempre) ed il sostegno del Comune di Mantova, che ha concesso il patrocinio (grazie sindaco Mattia Palazzi).

La Farmacia Gamba di Porto Mantovano sponsorizza il progetto e omaggerà le partecipanti con alcuni prodotti.

locandina incontri mamme mantova elena caracciolo

La locandina degli incontri

Quando e per chi

Quando: i sabati 22 e 29 agosto, 5 e 12 settembre dalle 9.30 alle 11

A chi sono rivolti questi appuntamenti?

A tutte le mamme e future mamme che, come è capitato a me, si sono sentite/si sentono sole in alcuni momenti della gravidanza e del post parto.

Alle mamme che hanno bisogno di confrontarsi, condividere esperienze, consigli, dubbi, paure, preoccupazioni, felicità.

Alle mamme che vogliono conoscere altre mamme come loro, perché nel diventare madri, a volte, si ha la sensazione di impazzire per poi invece scoprire che tutte siamo alle prese con stati d’animo forti contrastanti e soprattutto mai provati.

Alle mamme che possono essere di aiuto a chi è in attesa del proprio bimbo e sente crescere qualche ansia insieme al pancione.

Alle mamme che lo sono già da diversi mesi e proprio per questo hanno capito che appena sembra di aver imparato qualcosa, ecco che subito si presenta un’altra fase.

Verrà distribuito materiale informativo anche sulla base delle richieste ed esigenze delle partecipanti.
I posti sono limitati ad 8 ma potrò pensare ad una seconda edizione se le adesioni saranno superiori.

Per informazioni ed iscrizioni: 340.3818270

Leggi QUI il Comunicato Stampa del progetto 

 

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza.

 

 

 

 

Ottimi piatti, gentilezza e un occhio di riguardo verso i bimbi piccoli: il Grifone Bianco di Mantova

Ottimi piatti, gentilezza e un occhio di riguardo verso i bimbi piccoli: il Grifone Bianco di Mantova

Succede che quando mi imbatto nella gentilezza, la prima cosa a cui penso è che non vedo l’ora di poterla in qualche modo raccontare e condividere.
 
Questa volta mi è successo una sera nella mia città. Al Grifone Bianco.
Con il mio compagno abbiamo deciso di concederci una cena fuori, naturalmente insieme alla nostra bimba.
ristorante Grifone Bianco Mantova
 
Andare al ristorante è ancora sempre un terno al lotto. Ci impegniamo a rispettare al massimo gli orari stabiliti dalla creaturina – ovvero cena alle 19 massimo 19.30 e scappare verso le 20/20.30 – ma a volte lei ci fa chiaramente capire che preferiva stare a casa attaccata a me e che giustamente poco le interessa la vita serale.
 
Premesse a parte sulle difficoltà di conciliare la routine di furbina e dei suoi nove mesi con il mio legittimo desiderio di non cucinare ogni tanto, accennavo appunto alla gentilezza.
 

L’ho trovata al Grifone Bianco di piazza Erbe, nel centro di Mantova

ristorante Grifone Bianco Mantova
 
A dire la verità erano almeno un paio d’anni che non andavo lì a cena. Per nessun motivo particolare. Non era più capitato di andarci.
 
L’altra sera invece ho detto “perché non proviamo?”. Erano le 19.15, chiaramente eravamo i primi perché le altre persone a quell’ora in estate sono a fare altro.
 
Il posto è più elegante e raffinato rispetto ad altri del centro città e la mia preoccupazione è stata subito “oddio adesso Beatrice tirerà giù mezza tavola, farà casino, pasticcerà con il cibo e ci guarderanno male sperando di non rivederci”.
 
Un pensiero, il mio, dovuto al fatto che in altri posti è capitato esattamente così. È capitato di sentirmi poco desiderata con una bimba piccola – anche se non piange praticamente mai, ma non essendo un robot si muove e si fa sentire come ogni creaturina.
 
Al Grifone Bianco è andata nel modo esattamente opposto.
ristorante Grifone Bianco Mantova
Appena arrivati i camerieri ci hanno sorriso (preciso che quando si avvicinavano c’era la mascherina posizionata correttamente) e accolto con una gentilezza che ho percepito essere sincera e non soltanto professionale e di facciata o convenienza.
Ci hanno immediatamente chiesto se volessimo un seggiolone – no, non è una banalità. Non accade ovunque.
Il cameriere che ci ha servito si è rivolto carinamente più volte a Beatrice.
Pochi minuti dopo stavo già dicendo “guarda come sono carini e gentili, che bello!” e il mio piacevole stupore è aumentato quando c’è stata l’accortezza di portare anche un bicchiere piccolo per mia figlia.
 
Non ho finito.
 
Al momento dell’ordinazione ho chiesto un piattino con qualche spaghetto per lei – gli spaghetti – faccio quasi senza dirlo – sono finiti in buona parte sulla tavola, sul seggiolone, sui vestiti (anche miei), per terra, e forse sono arrivati fino a casa tua.
 
Spaghetti misti a briciole di pane e una buona quantità d’acqua.
 
Insomma un casino.
ristorante Grifone Bianco Mantova
Mi sono scusata con il cameriere, offrendomi per restare a fare le pulizie dopo cena, e la risposta – di nuovo con estrema cortesia e comprensione – è stata “non si preoccupi, i bambini cos’altro dovrebbero fare..”.
 
E dato che di ristorante si parla, un appunto sui piatti: l’Alessandro Borghese che c’è in me darebbe un 9 pieno al menù e anche al conto, già che ci siamo con i voti.
Oltre al servizio da 10, ho mangiato davvero bene e tornerò sicuramente senza far passare molto tempo.
ristorante Grifone Bianco Mantova
 

Nota per i malfidenti

Non conosco il proprietario del locale e nemmeno chi ci lavora. Ho deciso di scrivere questo articolo solo quando la cena era quasi finita e senza che il personale lo sapesse, quindi nulla è stato fatto apposta.

ristorante Grifone Bianco Mantova
 
 
“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza.
 
Cosa mettere nella borsa per il parto da portare in ospedale – I miei consigli per te

Cosa mettere nella borsa per il parto da portare in ospedale – I miei consigli per te

Cosa metto nella borsa per il parto da portare in ospedale?

È una delle domande che ogni futura mamma si trova ad affrontare durante la propria gravidanza e in questo articolo ho scritto un elenco con i miei suggerimenti e l’elenco che mi avevano dato all’ospedale in cui ho partorito, il Carlo Poma di Mantova – avevo raccontato QUI la permanenza in reparto.

Non è certo una domanda da poco. In una delle esperienze più travolgenti della vita, una delle cose a dare una parvenza di sicurezza è riuscire a controllare quel poco che si può. (O almeno per me era stato così).

La gravidanza, il parto, il dopo parto e tutto il contorno sono di quanto meno controllabile ci sia al mondo. La borsa dell’ospedale invece si può programmare con anticipo. È anche un’ottima scusa per tenere la mente impegnata, lontana dalle ansie, e per tenersi occupate quando si ha addosso quello stato d’animo di impotenza misto a snervante attesa.

borsa per il parto da portare in ospedale

Naturalmente la borsa non sarà mai abbastanza perfetta e il desiderio di svuotarla, riempirla, controllarla e ricominciare daccapo fino al minuto prima dell’inizio del travaglio si impossesserà della tua mente.

Nonostante ciò avrai comunque la dannata sensazione di aver dimenticato qualcosa.

E di cose, io, ne avevo dimenticate parecchie. O meglio: non avevo ricevuto i giusti consigli.

Per evitare che altre mamme siano vittima delle mie stesse dimenticanze, ho scritto un elenco di suggerimenti utili e indispensabili per la preparazione della borsa. Parlo di “borsa” al singolare, perché per comodità ne avevo fatto una unica, ma so che c’è chi preferisce prepararne due mamma/bimbo.

Quelli che darei alla mia migliore amica se dovesse partorire.

Alla fine qualcosa potrà sfuggire alla memoria: niente paura! Si potrà sempre chiedere al papà, ad un’amica o a qualche parente.

pancia mamma in garvidanza

Un elenco di cosa portare nella borsa per l’ospedale – I miei suggerimenti

  • Pigiami e cambi comodi: personalmente valuto sempre la comodità, soprattutto in una situazione come quella della sosta ospedaliera. Quindi benvenute a tute, magliette larghissime, pigiami con bottoni davanti. Chi verrà a trovarti avrà occhi solo per il bambino e nemmeno vedrà come sei vestita tu

 

  • Biancheria intima adeguata agli assorbenti post parto: non portare mutande a cui tieni, perché c’è la possibilità che non tornino a casa con te o che non vengano più pulite. L’importante è che siano anche di una taglia in più

 

  • Reggiseno per l’allattamento: all’inizio possono essere utili quelli con le spalline che si sganciano

 

  • I cambi per il bimbo: almeno 6 e meglio l’opzione maglietta/golfino-pantaloncini invece delle tutine a pezzo unico, questo perché sarà più facile cambiare la creaturina quelle cento volte al giorno necessarie (+ body, bavaglini, calzine, cuffiette). NON servono i prodotti per la cura, il cambio del pannolino e l’igiene del neonato perché vengono solitamente forniti dall’ospedale

 

  • Prodotti per l’igiene personale: (qui ognuna sa ciò le serve)

 

  • Shampoo a secco: un aiuto comodo per non sentirsi pronte per la spremitura dei capelli dopo i primi due giorni, almeno per chi li ha grassi come i miei

 

  • Salviette disinfettanti per il bagno: il bagno lo dovrai condividere con più persone estranee e, anche se è vero che la probabile approssimativa pulizia della stanza d’ospedale sarà uno dei tuoi ultimi problemi nel post parto, un’attenzione in più non guasterà

 

  • Dei copri wc: ingenuamente pensavo che, come quando si usa un bagno pubblico, non mi sarei seduta sulla tavoletta del water. Ingenuamente appunto, perché con i punti doloranti non ero in grado di stare in sospensione e mi sarei seduta anche nel bagno di un autogrill

 

  • Ciabatte per stare in stanza e ciabatte per la doccia: entrambi le paia eventualmente da buttare prima del ritorno a casa

 

  • Diversi asciugamani per il bidet: anche questi che si possano poi buttare, in particolare a causa delle abbondanti perdite da post parto, difficilmente arginabili

 

  • Un plaid: se la stagione è fredda, mentre ad agosto andrà benone il lenzuolo fornito dall’ospedale. Sempre che in estate non ci sia aria condizionata che ricrea il clima della vasca dei pinguini dell’acquario di Genova

 

  • Un cuscino comodo: nelle prime ore e primi giorni di vita, il bambino chiederà di essere continuamente attaccato al seno e avere un appoggio confortevole è utile per preservare la schiena che sarà fondamentale

 

  • Un carica batteria portatile: le prese non sempre sono accanto al letto, ma distanti

 

  • Gli auricolari: gli AirPods sono i miei fidati compagni da quando è nata mia figlia, perché per quanto si acquisiscano abilità al limite del soprannaturale è complicato tenere telefono e creaturina in braccio/al seno

 

  •  Acqua: non sempre gli ospedali sono generosi con l’acqua, che però è fondamentale anche per aiutare l’arrivo della montata lattea

 

  • Uno spuntino gustoso da divorare durante il travaglio: ce ne sarà tanto, tantissimo bisogno

 

  • Uno spuntino altrettanto gustoso per tirarsi su di morale la prima notte: mi era stato consigliato ed io non avevo ascoltato il suggerimento per poi subito pentirmene e farmi portare pane e salame con una certa urgenza

L’elenco che mi era stato indicato dall’ospedale

  • Tutti gli esami eseguiti nel corso della gravidanza
  • Documenti
  • Effetti personali per mamma e bambino
  • Abbigliamento intimo comodo per il travaglio e l’allattamento
  • Calzini
  • Reggiseno adatto all’allattamento e slip comodi che consentano l’utilizzo di assorbenti
  • Prodotti per l’igiene personale
  • Eventuali farmaci assunti a domicilio
  • Quattro-sei cambi di abbigliamento per il neonato, adeguati alla stagione in corso
  • Bavaglini
  • Cuffietta e Calzine
  • Busta con cognome e nome della mamma, contente un cambio completo da consegnare agli operatori al momento del parto.

Un consiglio prezioso per risparmiare

Nota importante: vedo spesso su internet annunci su annunci di prodotti/oggetti vari da inserire nella borsa dell’ospedale. Chiaramente a prezzi esorbitanti per l’uso che poi se ne farà..

Il mio consiglio è di evitare di restare vittima di queste pubblicità create apposta per attirare l’attenzione e farti credere che tu abbia assolutamente bisogno di quella cosa che costa però così tanto.

Controlla se vicino a dove vivi c’è qualche outlet per gli acquisti.

travaglio e parto

Qualche esempio pratico

  • Avevo comprato le pantofole e la biancheria intima da usare in ospedale in un outlet Ovs, pagando le ciabatte circa 3 euro e gli slip 1,50 euro.
  • La borsa – che uso ancora oggi quando devo spostarmi per qualche giorno con la bimba – l’avevo acquistata in un negozio di marca cinese HaoMai, spendendo 12 euro.
  • Sempre nello stesso punto vendita avevo trovato anche le buste trasparenti per inserire e dividere i cambi della bimba, per circa 1 euro l’una.

 

“Mamma…e adesso?”. Scrivimi per raccontare la tua esperienza.

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